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Lo Château d'Armailhac è uno dei domini più famosi della denominazione Pauillac. Appartenuto alla famiglia d'Armailhacq fin dal XVIII secolo, ha ottenuto il titolo di Quinto Grand Cru Classé nella famosa classificazione dei vini del Médoc per l'Esposizione Universale di Parigi.
E' stato acquistato dal Barone Philippe de Rothschild nel 1933, che lo chiamò "Mouton-Baron-Philippe". Poi, nel 1975, quando la figlia Baronessa Philippine ne assunse la gestione, divenne "Mouton-Baronne-Philippe". Infine, la baronessa decise di ripristinarne l'identità denominandola definitivamente Château d'Armailhac nel 1991.
Situato su terreni ghiaiosi e argillo-calcarei, il suo vigneto si estende per 76 ettari, di cui il 55% è costituito da Cabernet Sauvignon, il 35% da Merlot, l'8% da Cabernet Franc e il 2% da Petit Verdot. I vini vengono affinati per 18 mesi in botti di rovere francese, di cui il 50% nuove.
Lo Château d'Armailhac è un vino che combina potenza e raffinatezza, complessità ed eleganza, con una bella espressione aromatica tipica dello Pauillac.
Condizioni meteorologiche
L'annata 2014 è stata un'annata di contrasti.
Dopo un inverno tipicamente bordolese, la primavera è arrivata normalmente, con un aprile molto più soleggiato e Sec più caldo della media.
Il mese di maggio, fresco e arroventato, è stato seguito da un periodo soleggiato, anche se segnato da forti precipitazioni molto localizzate, corrispondenti soprattutto ai temporali del 22 e 23 giugno.
L'estate 2014 è stata molto variabile: mentre luglio è stato bello e leggermente più caldo della media, agosto è stato notevolmente più fresco e molto meno soleggiato, anche se più Sec della norma.
A partire dalla fine di agosto è iniziata una delle estati indiane più lunghe ed eccezionali a memoria d'uomo, con una successione di giornate calde, soleggiate e secche che si sono protratte fino alla fine di ottobre.
In queste condizioni, il caldo di aprile ha favorito lo sboccio precoce dei germogli, in particolare per il vitigno Merlot, poi l'autunno straordinario ha permesso una perfetta maturazione delle uve, preservando i sapori del frutto e favorendo i composti fenolici.
Di conseguenza, la vendemmia si è svolta in condizioni perfette, lasciando il tempo necessario per raccogliere le uve a maturazione ottimale.
Note di degustazione
Colore profondo e denso.
Il naso raffinato emana aromi di mora selvatica e liquore di ciliegia. Sottili note di liquirizia e spezie completano un naso di finezza.
Al palato, il vino è ben equilibrato, con tannini ben strutturati, avvolti da grassezza e morbidezza, che combinano note di frutta candita.
Il finale rivela un vino pieno di promesse, unito a un fruttato iniziale che gli conferisce grande lunghezza.